La porta invisibile: perché con l’Alzheimer ci si blocca prima di andare a dormire

La sera arriva, la routine è quella di sempre, ma davanti alla porta della camera da letto la persona che assisti si ferma di colpo. Non entra, resiste, a volte allunga un piede in avanti come se dovesse scavalcare qualcosa, oppure si aggrappa allo stipite e rifiuta di proseguire. Non sta facendo i capricci: per… Continua a leggere La porta invisibile: perché con l’Alzheimer ci si blocca prima di andare a dormire

Perché andare a dormire diventa così difficile con l’Alzheimer (e come aiutare)

Arriva la sera e con lei arriva la fatica: la persona che assisti si agita, rifiuta di mettersi a letto, chiede di “tornare a casa” anche se è già a casa, oppure si sveglia nel cuore della notte convinta che sia mattina. Non è capriccio e non è colpa tua. È uno dei sintomi più… Continua a leggere Perché andare a dormire diventa così difficile con l’Alzheimer (e come aiutare)

Il loop delle domande: perché continua a chiedere la stessa cosa (e come rispondere senza perdere la pazienza)

“Che ore sono?” “Quando arriva la mamma?” “Dove sono le mie chiavi?” Se in casa vostra queste domande tornano dieci, venti, cinquanta volte al giorno, non siete gli unici. Ecco cosa succede nel cervello e come uscirne con meno logorio. C’è un momento, per quasi ogni caregiver, in cui la stessa domanda arriva per la… Continua a leggere Il loop delle domande: perché continua a chiedere la stessa cosa (e come rispondere senza perdere la pazienza)

Anosognosia: quando chi ha una demenza non sa di essere malato

[:it]Anagnosia, quando il malato di demenza non sa di essere malato[:]

Non è negazione, non è testardaggine: è il cervello che non riesce più a vedere se stesso. Capirlo cambia il modo di aiutare chi amiamo. Capita spesso: la mamma insiste che può ancora guidare, il papà nega di avere problemi di memoria, la zia si arrabbia se le si chiede di smettere di cucinare da… Continua a leggere Anosognosia: quando chi ha una demenza non sa di essere malato

La perdita di memoria non è il solo sintomo della demenza

Ci sono 5 segnali che spesso passano inosservati per anni e riconoscerli in tempo può fare tutta la differenza. Quando la perdita di memoria diventa evidente, nella maggior parte dei casi la demenza sta progredendo già da 5 a 10 anni. I primi segnali appaiono in luoghi completamente inaspettati e le famiglie, spesso, non li… Continua a leggere La perdita di memoria non è il solo sintomo della demenza

Livedo reticolaris e demenza senile: quando un segno della pelle merita attenzione

La livedo reticolaris è una condizione cutanea caratterizzata da una colorazione violacea o bluastra della pelle, con un tipico aspetto “a rete” o marmorizzato. Nella maggior parte dei casi è benigna, soprattutto quando compare temporaneamente con il freddo e scompare con il calore. Molte persone convivono con questa manifestazione senza alcuna conseguenza clinica rilevante. Tuttavia,… Continua a leggere Livedo reticolaris e demenza senile: quando un segno della pelle merita attenzione

Il lutto bianco: quando si perde qualcuno che è ancora vivo

Vivere accanto a una persona cara con Alzheimer significa affrontare un dolore silenzioso, continuo e spesso incompreso. Si chiama lutto bianco. C’è un tipo di perdita che non ha un momento preciso in cui inizia. Nessun funerale, nessuna data da ricordare sul calendario. Eppure è reale, è lacerante, e accompagna giorno dopo giorno chi si… Continua a leggere Il lutto bianco: quando si perde qualcuno che è ancora vivo

Il vaccino antinfluenzale come scudo contro l’Alzheimer

Studi recenti rivelano una correlazione sorprendente: vaccinarsi ogni anno contro l’influenza potrebbe ridurre significativamente il rischio di sviluppare la malattia di Alzheimer. Cosa succederebbe se una semplice puntura autunnale, quella che facciamo ogni anno per proteggerci dall’influenza, potesse anche ridurre le probabilità di sviluppare una delle malattie più temute dell’invecchiamento? Le evidenze scientifiche che si… Continua a leggere Il vaccino antinfluenzale come scudo contro l’Alzheimer